Tradizioni natalizie in Oltrepò Pavese

Oggi vorrei parlarvi delle tradizioni natalizie in Oltrepò Pavese. Un viaggio che parte dall’Antivigilia e che arriva al sontuoso pranzo di Natale.

La sera delle Sette Cene, la tradizione culinaria natalizia dell’Oltrepò Pavese

Già il nome fa intuire quale potrebbe essere la portata di questa cena. Più che porzioni bibliche, però, si tratta di varietà di prodotti, ognuno con una valenza che va al di là del solo aspetto culinario. La sera delle Sette Cene si celebra l’antivigilia di Natale. Piatti di magro, che potessero però riempire e saziare i commensali che avrebbero dovuto digiunare il 24, prima dei lauti pranzi del 25.

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Sette le portate che componevano il menù, come i peccati capitali, i giorni della creazione e le ore di luce in inverno.

Elisa Cortello

Un mix tra tradizioni pagane e cristiane che attribuiva ad ogni singola pietanza un valore simbolico. Questi sono gli ingredienti principali che andavano a comporre le varie portate:

  • Il Miccone (il pane tipico): avrebbe protetto la famiglia dalle malattie
  • La zucca: per nutrire il corpo di energia, richiamando il colore del sole
  • L’aglio e la cipolla: per allontanare gli spiriti maligni
  • Le noci: per favorire la prosperità e la fecondità
  • L’uvetta: come simbolo di abbondanza.

Il menù prevedeva poi le caratteristiche Sette portate, frutto dell’assemblaggio dei prodotti del territorio.

  • Insâlàtâ âd bidràv, püvrón e inciùd – Insalata di barbabietole, peperoni e acciughe
  • Turtâ d’sücâ – Torta di zucca
  • Sigùl cul pen – Cipolle ripiene
  • Fas dâ Bâmbén cun l’âjà – Fasce (Tagliatelle) del Bambino con l’agliata
  • Mârlüs cun l’üvâtâ – Merluzzo con l’uvetta
  • Furmâgiâtâ cun mustàrdâ – Formaggetta con mostarda
  • Per giâsö cöt cun i câstégn – Pere cotte con le castagne
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Gran parte degli ingredienti che si trovano in questa tradizione culinaria natalizia provengono dal territorio pavese. Gli altri sono frutto dei commerci che avvenivano grazie alla Via del Sale, che passava proprio in queste zone.

I dolci delle tradizioni natalizie in Oltrepò Pavese

Non è Natale senza dolci. Lo sapeva anche il Nonno Gianni che ogni anno prendeva a me e a mia sorella la Buséla, il tipico dolce di frolla a forma di bambola. Ne prendeva sempre due, un omino e una donnina. Originariamente, l’impasto non era a base di frolla, ma bensì di pane. I contadini non avevano molti ingredienti a disposizione e si trovarono ad inventare questo prodotto da dare in dono ai propri figli. Gli elementi del volto e gli abiti venivano fatti con fagioli, lenticchie, uvetta e scorze d’arancia, in modo da rendere più realistico l’aspetto della bambola.

Fra le tradizioni natalizie dolciarie, esiste anche un dolce che nel tempo è andato perduto: il Tripolino. Si trattava di torroncini ricoperti di cioccolato fondente prodotti da uno storico stabilimento di Voghera, chiuso nel 1994. Talmente buono da giungere persino negli Stati Uniti d’America. Sono in molti a rimpiangerne la presenza sulle tavole di Natale, chissà che a qualcuno venga l’idea di tornare a produrlo.

Antipasti, primi e secondi: cosa si trova sulle tavole pavesi

Impensabile l’idea di sedersi a tavola e di non trovare i ricchi piatti di antipasti locali. Non mancano mai i salumi, fra cui il re indiscusso è il Salame di Varzi. Personalmente amo anche il salame cotto e la coppa, anch’essi onnipresenti. Sarà semplice trovare anche l’insalata con i nervetti, fatta con zampini di maiale, carote, cipolle, sedano, fagioli e alloro.

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Nella mia famiglia, la tradizione di Natale prevede Agnolotti e Risotto ai funghi. Due piatti della tradizione che si consumano durante tutto l’anno, ma che a Natale danno quella sensazione di casa anche se ti trovi a centinaia di chilometri di distanza. Non arrivo quasi mai ai secondi, e passo solitamente ai formaggi locali che concludo il pasto prima dei dolci, ma non mancano mai stufati e arrosti.

Abbiamo capito che in Oltrepò Pavese non si muore di fame. Non ci resta che mettere le gambe sotto al tavolo.



15 commenti su “Tradizioni natalizie in Oltrepò Pavese”

  • Che bello conoscere i valori simbolici delle pietanze, Come sempre nei tuoi articoli c’è non solo conoscenza del viaggio e delle tradizioni ma anche della spiritualità che le accompagna.

    • Tengo molto a questo aspetto e mi sento parte di questo, sono molto felice che tu lo abbia notato!

  • Io adoro le antiche tradizioni e mi dispiace non avere più i nonni per riassaporare . Interessante il racconto delle sette cene . I profumi che si respiravano in casa nel periodo natalizio sono magici , hanno il potere di farci felici .

    • Hai trovato la parola giusta: felici. Proprio quello che sento quando parlo di queste cose!

  • Un articolo che fa davvero voglia di mettere le gambe sotto un tavolo e non alzarsi 👏👏

    Sono una buona forchetta, e amo la cucina tipica delle varie regioni! Quella pavese la conosco abbastanza, per avere una zia a Groppello Cairoli! E di quella zona, ho anche il ricordo della buonissima gorgonzola, acquistata direttamente dai produttori!

    Amo i risotti in tutte le salse, per Natale e non solo! Insomma, mi hai fatto venire voglia di fare un salto nel pavese😂😂

    • Be, stai parlando del mio formaggio preferito, quindi non posso dire nulla a riguardo! Dovessi capitare nelle mie zone, ovviamente verrai accolta a braccia aperte!

  • Ci hai fatto fare un viaggio culinario d’eccellenza!!! Io sono in Piemonte ma la nostra tavola è imbandita di diverse tradizioni e origini a causa delle unioni familiari… c’è un po’ di Piemonte (pranzo di Natale), Campania e Sicilia (vigilia e dolci)!!!

  • È sempre bello scoprire le tradizioni di un luogo, soprattutto quando si parla di piatti. Io adoro i salumi e proverei tantissimo gli agnolotti di cui, in questo periodo, ho tanto sentito parlare. 😋

  • Trovo sempre molto interessante conoscere le antiche tradizioni natalizie, raccontano tanto di un periodo storico così lontano dal nostro, dove adesso c’è troppa abbondanza quasi.

    • Il problema è proprio questo, ora si ha troppo e non si è mai contenti, prima non si aveva nulla e si era felici..

  • Non abito troppo distante dall’Oltrepo’ e quindi conosco il tipo di cucina offerto tutto l’anno. I piatti natalizi sono spettacolari e pieni di gusto: sono inoltre accompagnati da ottimo vino e ciò li valorizza ancora di più. Tanto, da gennaio, siamo tutti a dieta!

    • Io sono contro ogni tipo di dieta! Solamente la carne, quella la mangio solo in occasioni speciali!

  • Da noi purtroppo non c’è la tradizione delle sette cene, ma solo quella del digiuno il 24 dicembre! Mi ricordo che mia nonna lo osservava strettamente. Che carina la Busela, non ne avevo mai sentito parlare!

    • Ma anche noi lo seguiamo correttamente, ed è forse l’unica cosa che rispettiamo a regola d’arte!

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