il mercato di Marrakech: odori, colori e sapori

Sono partita senza aspettative, forse con qualche pregiudizio dovuto a pareri discordanti che avevo sentito, ma una volta respirata l’aria del Marocco, è stato amore. Il primo approccio è stato proprio nel Souk, il mercato di Marrakech nella Medina: un’ondata di odori mi ha travolta e un arcobaleno di colori mi ha riempito gli occhi. Cosa si trova tra le bancarelle?

L’Argan e i suoi mille usi

L’Argan è conosciuto principalmente per i suoi utilizzi in ambito cosmetico, ma forse non tutti sanno che l’olio di Argan è un ottimo condimento anche per il cibo. In Marocco accompagna piatti dolci e salti, dal cous cous all’amlou beldi, una crema a base di mandorle e miele. Oltre al sapore intenso e aromatico, è anche indicato a chi presenta problemi cardiovascolatori e di diabete.

Le spezie in cucina e in medicina

La prima cosa che balza all’occhio è l’incredibile varietà di spezie che ci sono su ogni banco: Tahmira, Kharkoum, Kamoun e mille altre. Inutile dirvi che sono tornata a casa con lo zaino pieno di sacchettini contenenti queste magiche polverine! La base di molti piatti è data dal Ras el Hanout, una miscela di 30 spezie: cannella, curcuma, zenzero, cumino e cardamomo bilanciano quello che è uno dei sapori caratteristici di Marrakech. Utilizzato per insaporire Tajine, cous cous, riso, sicuramente vi aiuterà ad abbracciare quella cultura che fa delle spezie uno dei fulcri di maggiore importanza sia per il gusto che per la proprietà curative.

Una pausa rinfrescante al mercato di Marrakech con il The verde

E’ il simbolo dell’accoglienza di questo popolo. Viene chiamato anche Whisky Berbero perchè furono proprio loro ad aggiungere la menta per attenuare il gusto un po’ amaro del te verde. Il rituale prevede una prima ‘pulitura’ del the con poca acqua bollente che verrà rimossa, per proseguire con l’aggiunta delle zollette di zucchero, la menta fresca e altra acqua bollente. Vedrete che il loro modo di versarlo dall’alo, quasi prendendo la rincorsa, serve per ossigenare quella bevanda che per loro significa aggregazione e comunità.

Mille modi per cucinare il Tajine

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Ovunque andrete a mangiare, mercato di Marrakech compreso, troverete questo piatto in menù. Ad essere precisi, Tajine è anche il nome della pentola in terracotta che viene usata per la sua preparazione, un vero è proprio esempio di artigianato del Marocco. La cottura avviene a vapore, facilitata dalla classica forma conica del recipiente ed è adatta ad ogni pietanza: dal pollo al pesce, dall’agnello alle verdure. Le semplici regole prevedono di mettere al centro gli ingredienti che richiedono cotture più lunghe e di mantenere la fiamma bassa. A voi la scelta dei prodotti da usare: frutta secca, verdure, olive, limoni canditi, insomma: sbizzarritevi!

Dolce o salato?

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Ci sono piatti della cucia marocchina che sono difficili da collocare. Prendiamo ad esempio la Pastilla, uno sformato di carne e spezie, dove preponderante è la cannella, dove pollo e zucchero si fondono a formare una torta dolce- salata dal sapore inimitabile. Stesso discorso vale per i sigari marocchini involucri di pasta fillo ripieni di carne speziata e cosparsi di zucchero e cannella.

Street food da paura

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Se siete facilmente impressionabili, il mercato di Marrakech vi metterà alla prova. Le Ghoulal vi introdurranno in modo leggero in questo strano mondo: le lumachine sono onnipresenti in ogni bancarella e le potrete gustare nella loro semplicità con il solo sapore del loro brodo. Passata questa fase, siete pronti ai banchi della carne, dove troverete le teste di pecora cotte lentamente per 5 ore e magistralmente speziate accanto alle Tehal le milze di cammello ripiene e alle più svariate frattaglie di qualsivoglia animale.

Il Marocco non vi lascerà sicuramente a bocca asciutta ed una delle migliore scuse per tornarci è proprio quella di provare quei Kaab El Gazhal che non siete riusciti ad assaggiare questa volta!



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