Plin di capra e composta di cipolle: prodotti dall’Oltrepò Pavese

Spesso si associa la provincia di Pavia alla cipolla rossa di Breme, dimenticandosi della sorella oltrepavese: la cipolla dorata di Voghera. Coltivata nel territorio compreso fra i comuni di Voghera, Silvano Pietra, Pontecurone, Montebello della Battaglia e Casei Gerola, ha ritrovato la via del successo, dopo essere stata per molto tempo relegata ai più banali soffritti. Oggi la si impiega in molte preparazioni, e potrebbe essere uno degli ingredienti principali dei Plin di capra e composta di cipolle che ho pensato per pranzo.

La cipolla dorata di Voghera ha ottenuto la ribalta a livello europea grazie anche al riconoscimento attribuitole dalla Denominazione Comunale di Origine (DeCo). Le sue origini risalgono all’800 e le sue caratteristiche la rendono adatta alle più svariate preparazioni.

Non solo in cucina, ma la cipolla dorata, nel territorio dell’Oltrepò Pavese ha ampio uso anche nelle tradizioni popolari. La si usava infatti contro il malocchio e contro gli spiriti maligni. La leggenda narra che il periodo ideale per la sua raccolta fosse in luna calante, per evitare che la dea Ecate influisse negativamente sulle virtù di quest’ortaggio.

Le cipolle d’Oltrepò sono impiegate in diversi piatti tipici e tradizionali. Le cipolle ripiene, ad esempio, sono una delle sette portate della Sera delle Sette Cene, il pasto che si consuma la sera dell’antivigilia di Natale. Come non citare il Merlus cui sigull, il merluzzo con le cipolle, che unisce un prodotto locale come la cipolla dorata di Voghera, un altro importato dal mare, come il merluzzo, che i commercianti provenienti dalla Via del Sale portavano in Oltrepò.

Le cipolle d’Oltrepò si utilizzano anche per preparare delle deliziose conserve. Anche in passato, specialmente in corrispondenza di quegli anni di grandi raccolti, si era soliti preparare conserve per allungare la vita a questi ortaggi. Una tradizione che Albipesca porta ancora avanti, aggiungendo aromi e sapori ai propri prodotti. Prodotti freschi e genuini, acquistabili sul marketplace FarmerGoods, dove trovare il meglio della gastronomia dell’Oltrepò Pavese. Vi rimando al loro shop per scoprire tutte le caratteristiche della confettura di cipolle spalmabile.

Ottima con il formaggio o con i bolliti, oggi ne vediamo una versione diversa. Ecco la ricetta dei Plin di capra e composta di cipolle, la cipolla dell’Oltrepò viene coltivata dell’Azienda Agricola Olezza di Ghiaie di Corana.

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  • DifficoltàFacile
  • Tempo di preparazione45 Minuti
  • Porzioni2
  • CucinaItaliana

Ingredienti

Impasto

200 g farina 00
2 uova
olio di oliva
1 pizzico sale

Ripieno

100 g ricotta di capra
40 g parmigiano grattugiato

Condimento

30 g burro
8 foglie salvia
polvere di salvia

Passaggi

Si inizia col preparare la pasta amalgamando gli ingredienti e lavorando bene l’impasto a mano fintanto che non diventerà liscio ed omogeneo. Far riposare per 30 minuti coperto.

Nel mentre unire il formaggio di capra al parmigiano grattugiato.

Una volta trascorso il tempo di risposo, stendere la pasta con lo spessore minore. Farcire con piccole quantità di formaggio e una punta di composta di cipolle. Il gusto è molto deciso pertanto non ne serviranno grandi dosi.

Ripiegare su se stesse le strisce di pasta e chiuderle come se fossero dei plin. Tagliare con l’apposita rotella e disporre su un vassoio ricoperto di semola.

Mettere dell’acqua a bollire e a parte, in una padella, far scogliere il burro con la salvia. Unire il parmigiano a poca acqua di cottura, a fuoco spento, per amalgamare il condimento, ma senza stracciare il formaggio.

Aggiungere i ravioli, una volta cotti e far assorbire il sugo. Servire con della polvere di salvia essiccata.

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14 commenti su “Plin di capra e composta di cipolle: prodotti dall’Oltrepò Pavese”

  • Lo sai che ho una vera e propria passione per i plin? Ogni qualvolta ho avuto l’occasione in passato di andare in Piemonte, quando mangiare fuori era normale e non un crimine, ti giuro che li ho sempre presi provandoli in tutti i gusti disponibili! Farli da sola? Non so se sarò in grado, ma posso provare. Mi mancano!

  • Questa ricetta me la devo proprio segnare, non l’ho mai assaggiato il plin quindi sarei proprio curiosa di provare il sapore di questo piatto così particolare

    • Questo è un accostamento un po’ particolare, ma sono molto soddisfatta del risultato!

  • Il tuo blog è un inno ai piaceri della tavola, ho trovato l’articolo non solo utile per saperne di più sul prodotto, ma anche con degli ottimi consigli ed una ricetta che di sicuro proverò, complimenti per dare risalto alle eccellenze del nostro paese ne abbiamo davvero bisogno.

  • Che bontà devono essere questi plin farciti con la ricotta di capra e conditi con questa confettura di cipolle! Complimenti davvero!

  • Una ricetta delicata, lontana dalle mie tradizioni siciliane. ma che apprezzo molto, perchè amo la pasta ripiena fatta in casa!

  • Non avevo mai sentito parlare dei plin, devono essere buonissimi. Proverò a farli, anche se non penso che mi verranno belli come i tuoi, ma la pasta fatta in casa mi piace troppo per non provare.

  • È la prima volta che sento parlare dei Plin, non li avevo mai visti prima. Sembrano deliziosi e voglio provare a farli, ma non ho capito bene dalla foto che forma hanno e come devo chiuderli.

    • In pratica devi mettere il ripieno all’interno delle strisce di pasta e poi richiuderli su loro stessi con un pizzicotto. Comunque trovi molti video su internet!

  • Che fame! Non ho mai provato la composta di cipolle in questa versione. Sicuramente con questa ricetta si arriva al massimo, proverò a farla!

  • Ma sai che adoro i plin! Purtroppo non mi sono mai cimentata nella loro realizzazione ma con la tua ricetta ci potrei provare.

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